LORO SANNO QUELLO CHE E’ BENE PER NOI

Posted in Vita Vissuta on Novembre 6, 2009 by Gabriele

A seguito della sentenza della Corte Europea di Strasburgo, si avvisano cittadini italiani che, oltre all’eliminazione dei Crocifissi dalle aule delle scuole, per non offendere la sensibilità ideologica/religiosa di alcuno si dovranno attuare i seguenti provvedimenti:

  • Non assegnare più ai nascituri nomi propri collegati in qualche modo a significati religiosi, come, per esempio, Cristiano, Assunta, Pio. I cittadini che, disgraziatamente, avessero già assegnati questi nomi dovranno sostituirli con dei sinonimi/surrogati: per esempio Cristiano con Aconfessionale, Assunta con Dipendente a Tempo Indeterminato, Pio con Peo e/o Teo.
  • Sostituire le statuine del presepe (compresi, anzi, soprattutto il bue e l’asinello) con figurine in plastica dei personaggi dei Simpson o di South Park (in via del tutto eccezionale, ma solo se proporzionati a paesaggio e animali, è ammessa la presenza di pupazzetti Hello Kitty); sempre nel presepe sostituire la neve, in quanto lesiva della sensibilità dei meteoropatici, con dell’alcaloide in polvere (cocaina, ndr).
  • Sostituire, nel nome Babbo Natale, la parola Natale con la parola Lappone, ovvero Babbo Lappone, in quanto i finlandesi sono rispettosissimi di tutto e di tutti, e vogliono che in tutto il mondo si dica così.

Vengono inoltre soppressi i seguenti simboli:

  • Tutti i loghi delle compagnie telefoniche, elettriche e gas, considerati oltraggiosi in quanto ricordano esplicitamente una posizione sessuale (quella con la quale fottono i propri clienti).
  • Tutti i loghi di banche e assicurazioni (sapete perché).

Continua, invece, in quanto non lesivo di alcuna libertà, il permesso di sfoggiare i seguenti simboli di status:

  • Minigonna vaginale
  • SUV con motori da 7.500 cc. e 380 cv., vel. max 418 km/h, consumi di 3 lt. per km.
  • Banconote arrotolate.
  • Maglietta del Grande Fratello (tutte le edizioni, italiane ed europee).
  • Adesivo per paraurti posteriore raffigurante pugno con medio alzato.
  • Cazzi disegnati sulle saracinesche dei negozi di periferia.

Thank You

THE BEAUTIFUL PEOPLE

Posted in Passioni on Ottobre 27, 2009 by Gabriele

Amo gli individui incoerenti.

Apprezzo gli sconclusionati, che non realizzano mai le proprie promesse.

Le persone false sono fra le mie preferite in assoluto.

Non posso fare a meno di ammirare impostori e ciarlatani.

Gli ipocriti poi… Ah, gli ipocriti… Soggetti meravigliosi.

La cosa stupefacente di tutta questa varietà umana è che, prima o poi, tutti ricevono con grande sorpresa il proprio conto.

E che piacere essere lì, a vederli pagare.

PER NON DIRE

Posted in Sfoghi Impietosi on Ottobre 18, 2009 by Gabriele

Da risparmiatore oculato quale sono, se c’è una cosa che mi irrita (per non dire che mi fa girare le balle), è dover pagare per qualcosa che non vale il suo prezzo.

L’esempio più eclatante sono le tasse: migliaia di euro l’anno per avere in cambio poco (per non dire niente). Ma potrei fare altri esempi di vita quotidiana. Andare in un ristorante dove lavora del personale scortese (per non dire infame) e mangiare delle portate scarse (per non dire schifose). Comprare una partita sulla pay-tv e perdere il segnale del satellite (per non dire che la tecnologia digitale, terrestre o extraterrestre, è ancora approssimativa). Cambiare gestore telefonico e restare scollegato dal mondo per settimane (per non dire che una volta che ti hanno registrato la telefonata in cui dici sì lo voglio, poi se ne sbattono di te, nella gioia, nel dolore, nella salute, etc.).

Ma il caso che mi porta qui, a inveire già la Domenica di primo pomeriggio, è il film che ho visto ieri sera al cinema: Up.

Non sono un critico cinematografico e scelgo i film per cui pagare ben otto euro cadauno a mio rischio e pericolo. Non mi lamento mai, quindi, se il film poi non mi è piaciuto: voglio credere che bello/brutto/schifoso può essere considerato un giudizio soggettivo.

Ma non è questo il caso.

Detto che Up non mi è piaciuto – perché ha tre scene divertenti tre, e tutte e tre già viste nel trailer -, mi si potrebbe obiettare che andare al cinema per vedere un film di animazione che ha sbancato i botteghini USA può essere considerato stupido già di partenza (per non dire da fessi).

Il problema grosso è che io ho fatto di più: l’ho visto in 3D, spendendo la bellezza di dieci euro. Tale cifra immaginavo sì giustificata dal costo degli occhialini – come quelli nella foto sotto, che adesso vengono consegnati in busta sigillata, per poi non farsene più niente (no, non li potete riutilizzare per il prossimo film che vedrete in 3D) -, ma anche, anzi, soprattutto, dalla presenza di stupefacenti effetti speciali.

Il fatto è che di 3D, in Up 3D, c’è ben poco (per non dire un cazzo). Più di una volta, giuro, ho provato a spostarmi le lenti da davanti agli occhi e vedevo la stessa identica cosa, solo un pelo più sfocata. Ma neanche sempre.

Allora, visto che nessuno l’ha ancora specificato chiaramente, lo faccio io, nel caso servisse a qualcosa: attenzione, perché il 3D potrebbe essere il nuovo sistema, come il Led per le televisioni di nuova generazione, come l’HD per le trasmissioni a pagamento, come i file drm free per la musica digitale, come gli hard-disk da un terabyte per i pc, che serve a sfilare più soldi per qualcosa che non serve a un cazzo (per non dire l’ennesimo sistema per provare a mettercelo nel %!@&).

occhiali 3d

LORO SANNO QUELLO DI CUI NOI ABBIAMO BISOGNO

Posted in Vita Vissuta on Ottobre 10, 2009 by Gabriele

pubblicità mirata

Ci sono pubblicità di banche che mi vogliono far credere che esistano banche oneste. Addirittura con un’etica.

Ci sono pubblicità di compagnie elettriche che da un giorno con l’altro sono diventate le paladine della salvaguardia del pianeta. Sostenitrici del risparmio energetico. Portavoce di generazioni che ancora devono nascere.

Ci sono pubblicità di automobili che vogliono significare che dietro la scelta di avere quell’automobile ci siano motivazioni filosofiche, di ispirazione religiosa, con un significato profondo e una morale da cartone animato Disney.

Ci sono pubblicità di superalcolici che per ventinove secondi mostrano quanto sia spassosa la vita per chi li consuma. E che nell’ultimo secondo a loro disposizione, e in un angolo difficile da individuare, invitano a bere responsabilmente. Ho visto queste pubblicità interrompere una trasmissione dove ragazzi testimoniavano i loro guai causati dall’alcool.

Ci sono pubblicità di generi alimentari per la prima colazione con la colonna sonora di canzoni in inglese che parlano di amore omosessuale.

Ci sono pubblicità di finaziarie che vogliono prestarmi un sacco di soldi senza che io nemmeno gli dica il mio nome. E me li voglio dare a interessi bassissimi. Praticamente beneficenza.

Ci sono altre pubblicità di automobili che dicono che è ora di inquinare di meno, quindi consumano meno. E in questo modo palesano che per decenni se ne sono sbattuti la palle del pianeta e del mio portafoglio.

E, infine, ci sono pubblicità di assicurazioni che pensano davvero di poter passare per corrette. Di far pagare premi ragionevoli. Di essere mie amiche.

Mi domando se davvero riescono a convincere qualcuno.

Mi domando se davvero credono di poter convincere qualcuno.

A ME STA BENE L’ADESSO

Posted in Sfoghi Impietosi on Settembre 30, 2009 by Gabriele

Ma non ve ne siete ancora accorti di aver stancato?! Di aver stancato me (per quello che conta) e, sono sicuro, altri tre quarti della mia generazione.

Non vi siete accorti che non se ne può più di revival degli anni Sessanta e Settanta?

Che il rock e nato e morto lì, che quei gruppi erano più veri, più puri, più bravi. Che tutti i concerti erano irripetibili, mitici. E ai primi concerti del gruppo sconosciuto nei pub c’eravate tutti. E in quelli della consacrazione del gruppo sconosciuto nei prati sconfinati c’eravate tutti. E si respiravano aria di salcazzo che cosa e si fumava e beveva l’impossibile, l’inverosimile e l’inimmaginabile.

Scommetto questi due miei maroni, che trent’anni fa si sarebbero (vi sareste) tagliati una mano pur di avere un fottuto iPod. Un bell’oggettino dalle linee morbide e pulite, l’apoteosi della tecnologia e dell’estetica tecnologica. Un oggetto di pochi centrimetri quadrati che avrebbe potuto contenere tutta la vostra pidocchiosa raccolta di album e spararla da due casse alte una spanna, ma capaci di pettinare tutto quanto il popolo di Woodstock o Bethel e l’Isola di Wight messi insieme.

Scommetto che tanti dei capelloni di quei tempi si sarebbero rasati a zero per esserci a un concerto degli U2, davanti a un palco alto sessanta metri e largo duecento, insieme ad altre centocinquantamila persone e vederli uscire da una navicella spaziale vestita da limone.

Ci avete rotto con tutti i vostri soliti quattro gruppi, che hanno fatto la storia del rock e hanno cambiato la storia del rock e senza di loro non sarebbe esistito niente e nessuno.

Noi, qui, adesso, possiamo scegliere fra una miriade di gruppi indie, gruppi sconosciuti, gruppi che devono ancora iniziare e sono già famosi e gruppi che durano due giorni.

Ci siamo beccati, nel giro di neanche due decenni, Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Rage Against The Machine, Jeff Buckley, Smashing Pumpkins, Foo Fighters, At The Drive In, Cranberries, Garbage, Green Day, Radiohead, Oasis, Skunk Anansie, Marilyn Manson, Placebo, Muse, White Stripes, System Of A Down, Korn, Deftones, Coldplay, Franz Ferdinand. Tanto per dire qualcuno dei più clamorosi.

E la vostra lagna che il vinile è impareggiabile e gli mp3 fanno schifo e il mono va bene e lo stereo e il dolby sono eccessivi.

Io sono contento di poter scegliere cosa ascoltare fra cinquecento album mentre giro la città in metropolitana. Poi salire in macchina e non dover infilare una cassetta e mandare avanti e indietro con l’autoreverse che si incastra e il nastro si sfila e la devo lanciare fuori dal finestrino. E sono contento di arrivare a casa e potermi scegliere e scaricare la musica senza alzare il culo dal divano.

Voi potete dire altrettanto?

E vogliamo davvero fare un confronto?

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TROPPO (poco) DA DIRE…

Posted in Vita Vissuta on Settembre 22, 2009 by Gabriele

Di solito funziona così: un fatto o una notizia mi fanno incazzare e/o ridere e/o schifo e/o etc. Mi metto al pc. Scrivo un nuovo post.

Di recente non sono stato colpito da eventi particolarmente irritanti e/o divertenti e/o schifosi, ma avevo comunque voglia di scrivere. Quindi provo a stilare una lista di argomenti papabili, dopodiché selezionerò il migliore.

  1. Influenza A H1N1 (nota anche come “la suina“): ancora troppi pochi morti per parlarne seriamente. Più che altro fa paura che i media minimizzino, visto che di solito tentano di terrorizzare. Comunque, nel frattempo,  i catastrofisti possono prepararsi leggendo “Risacca notturna” di Stephen King (nella raccolta “A Volte ritornano”), che racconta della fine del genere umano causata dall’influenza “A6″ (che coincidenza, eh?! Eppure era il lontano 1978).
  2. Soldati italiani uccisi a Kabul: è da anni che ho smesso di cantare l’Inno di Mameli prima delle partite dell’Italia, figuriamoci se tratto questo argomento. Mi limito al mio elementare pensierino sulla guerra: è brutta e cattiva.
  3. Crisi economica: ecco un buon argomento! E’ iniziata da circa un anno e, se non altro, mi ha fatto risparmiare sul prezzo del gasolio. Dicono che il peggio è alle spalle, ma sarà positivo avere il peggio alle spalle?! Potremo ancora inchinarci tranquillamente a raccogliere la saponetta?

Mmm vediamo… Niente. Mi sa che nessuno di questi argomenti è adatto al mio blog.

Forse l’unica per cui vale la pena è stata la presenza dei Muse a Quelli che il calcio. Me la sono goduta su Youtube. Hanno suonato Uprisinginvertendosi i ruoli: il cantante ha suonato la batteria, il bassista la chitarra, il batterista il basso. E ha pure cantato. Il tutto senza che nessuno in studio se ne accorgesse (niente di scandaloso). Nemmeno Simona Ventura (abbastanza ridicolo) quando li ha intervistati. Che però sapeva che il cantante (che si fingeva il batterista) è fidanzato con un’italiana. E vive a Como. E, maddai, vicino alla villa di George (sì, proprio lui, George).

Che cùltùra…