NEW MOON – THE TWILIGHT SAGA (keyword ruffiana)

Posted in Passioni on Novembre 24, 2009 by Gabriele

Credo di non dire niente di sconveniente svelando che Bella Swan, una Kristen Stewart super-sciatta, non muore in New Moon, secondo capitolo della Twilight saga di Stephenie Meyer.

Rivelo forse qualcosa, a chi ha commesso l’ingenuità di non aver ancora visto New Moon, invece, raccontando che, per una bella oretta di film, la vita di Bella viene attentata una notevole quantità di volte e in una significativa quantità di maniere. Nell’ordine, se non ricordo male: 1) da un vampiro buono (no, non Lui, ma quello che assomiglia a Edward Mani di Forbice) quando si taglia un dito col nastro di un pacco regalo; 2) da un vampiro-rasta cattivo che la vuole ammazzare con uno schiaffone; 3) da una vampira cattiva sott’acqua; 4) da un licantropo buono-ma-incazzoso; 5) da se stessa, in svariate stupide maniere; 6) da una congrega di vampiri-magistrati gelosi delle sue qualità umane.

La prima parte del film, sintetizzando, racconta della caduta in depressione di Bella, che non sorride proprio mai, e di tutti i non muore per un pelo che scongiurano la fine della saga al capitolo due anziché al capitolo quattro. Ma nel complesso il primo tempo non è che lasci proprio senza fiato. Edward Cullen ha poche scene e, a costo di farmi odiare dall’intero genere femminile, non posso fare a meno di constatare che in alcuni profili sembra che Robert Pattinson abbia la testa quadrata. C’è un sacco di Jacob Black, invece, interpretato ancora da Taylor Lautner che, pur di riavere la parte già interpretata in Twilight, deve essersi allenato in un Gulag Sovietico, sotto la supervisione Hulk Hogan.

Il secondo tempo, invece, è quello che si voleva vedere. In particolare piaciuto molto Michael Sheen che interpreta Aro, il leader dei Volturi. Qui posso solo lamentare gli esagerati occhi rossi del Clan dei Volturi e la striminzita parte di Jane, ritagliata per l’onnipresente Dakota Fanning, che in New Moon compare insieme all’altro bambino prodigio Cameron Bright (Alec).

Infine la New Moon Soundtrack Tracklist. I nomi sono grossi, anche se in alcuni casi le scelte sembrano fatte più in base alla suggestione dei titoli che all’efficacia della musica (Met Me On The Equinox, A White Demon Love Song, Satellite Heart, Monsters, The Violet Hour, Shooting The Moon, No Sound But The Wind). Ci sono i Muse che, dopo Supermassive Black Hole nella strepitosa scena della partita di baseball di Twilight, vengono riproposti con I Belong To You, poi si distinguono i Death Cab For Cutie, i Killers, i Black Rebel Motorcicle Club, gli Editors e, addirittura, Thom Yorke.

In ragione di quanto sopra mi sembra di poter dichiarare New Moon, nel complesso, un film pregevole. Nonostante all’uscita del cinema, come previsto, fiocchino gli inevitabili Twilight è stato meglio.

E’ DI MODA LA FAME !

Posted in Sfoghi Impietosi on Novembre 16, 2009 by Gabriele

Finalmente ci siamo!

Finalmente, quello che fin da ragazzini delle elementari ci chiedevamo perché i telegiornali ignorassero (per poi, da grandi, capire che i telegiornali, in quanto ignoranti, ignorano), quello, dicevo, finalmente è diventato l’argomento d’interesse del momento. Della settimana. Forse del mese.

Da che la nostra vita ce la raccontano i telegiornali c’è sempre stato qualcosa di più importante. Le guerre in medioriente. Un terremoto qua. Uno tsunami là. Le stragi del sabato sera. E più recentemente le violenze sulle donne. L’inquinamento. Il caldo sopra la media. Il freddo sotto la media. La pandemia influenzale.

Ma, finalmente, ecco arrivato il turno della fame nel mondo. Il turno dei morti di fame.

Evvai!

Ogni cinque secondi un bambino muore di fame, è la frase a effetto che si sente ovunque. Oh Oh Oh… tutti con la bocca spalancata dallo stupore. Da quando ho iniziato a scrivere sono già morti, bambino più bambino meno, quarantotto essere umani. Oh Oh Oh… mandibole che cascano sul pavimento.

E’ una vergogna per l’occidente. Un’immoralità inaccettabile. Un danno economico e politico per il futuro. La terra fornisce cibo per tutti. Accusano i giornali, e blaterano le conduttrici del tg senza prendere fiato fra una frase e l’altra.

E quindi?

Quindi, oltre a queste ovvietà che mi fanno venir voglia di vomitare quello che ho appena mangiato, ma non lo faccio perché altrimenti sprecherei cibo proprio mentre sono morti di fame altri X bambini, quindi, dicevo, da domani cosa ci dovremo aspettare?

Qualcuno, a differenza di ieri, quando di moda era l’influenza A e si faceva la fila per il vaccino, qualcuno, dicevo, da domani, risparmierà su tutto il superfluo per dare l’equivalente in beneficenza?

Da domani smetteremo di andare al cinema? Al ristorante? A fare shopping? Ad accendere le luci di Natale? A tagliare i capelli da un professionista? A fumare sigarette? A fumare canne? Alla pay-tv? Al televisore full HD da quarantadue pollici? Al riscaldamento a palla? Al week-end a sciare? Al superenalotto? Al gasolio per andare dai parenti la Domenica? A comprare un pc per scrivere un blog? A FARE IL 99% DELLE ATTIVITA’ CHE OGNI MALEDETTO GIORNO FACCIAMO?

No. Non faremo niente di tutto questo. Continueremo con le nostre adozioni a distanza (che poi si dice sostegno a distanza, altrimenti qualcuno in futuro potrebbe avanzare pretese su dei ragazzini adottati in Bolivia). Con il nostro euro nel cestino alla Messa della Domenica. Con la nostra azalea alla festa della mamma. Con le arance della salute.

Perché siamo occidentali. Perché niente di quello facciamo può essere abbastanza per non avere, comunque, la coscenza irrimediabilmente nera.

Allora, almeno, facciamo finta di niente, come si è sempre fatto…

E, ripensandoci, forse era meglio che la fame non  venisse di moda.

fame

LORO SANNO QUELLO CHE E’ BENE PER NOI

Posted in Vita Vissuta on Novembre 6, 2009 by Gabriele

A seguito della sentenza della Corte Europea di Strasburgo, si avvisano cittadini italiani che, oltre all’eliminazione dei Crocifissi dalle aule delle scuole, per non offendere la sensibilità ideologica/religiosa di alcuno si dovranno attuare i seguenti provvedimenti:

  • Non assegnare più ai nascituri nomi propri collegati in qualche modo a significati religiosi, come, per esempio, Cristiano, Assunta, Pio. I cittadini che, disgraziatamente, avessero già assegnati questi nomi dovranno sostituirli con dei sinonimi/surrogati: per esempio Cristiano con Aconfessionale, Assunta con Dipendente a Tempo Indeterminato, Pio con Peo e/o Teo.
  • Sostituire le statuine del presepe (compresi, anzi, soprattutto il bue e l’asinello) con figurine in plastica dei personaggi dei Simpson o di South Park (in via del tutto eccezionale, ma solo se proporzionati a paesaggio e animali, è ammessa la presenza di pupazzetti Hello Kitty); sempre nel presepe sostituire la neve, in quanto lesiva della sensibilità dei meteoropatici, con dell’alcaloide in polvere (cocaina, ndr).
  • Sostituire, nel nome Babbo Natale, la parola Natale con la parola Lappone, ovvero Babbo Lappone, in quanto i finlandesi sono rispettosissimi di tutto e di tutti, e vogliono che in tutto il mondo si dica così.

Vengono inoltre soppressi i seguenti simboli:

  • Tutti i loghi delle compagnie telefoniche, elettriche e gas, considerati oltraggiosi in quanto ricordano esplicitamente una posizione sessuale (quella con la quale fottono i propri clienti).
  • Tutti i loghi di banche e assicurazioni (sapete perché).

Continua, invece, in quanto non lesivo di alcuna libertà, il permesso di sfoggiare i seguenti simboli di status:

  • Minigonna vaginale
  • SUV con motori da 7.500 cc. e 380 cv., vel. max 418 km/h, consumi di 3 lt. per km.
  • Banconote arrotolate.
  • Maglietta del Grande Fratello (tutte le edizioni, italiane ed europee).
  • Adesivo per paraurti posteriore raffigurante pugno con medio alzato.
  • Cazzi disegnati sulle saracinesche dei negozi di periferia.

Thank You

THE BEAUTIFUL PEOPLE

Posted in Passioni on Ottobre 27, 2009 by Gabriele

Amo gli individui incoerenti.

Apprezzo gli sconclusionati, che non realizzano mai le proprie promesse.

Le persone false sono fra le mie preferite in assoluto.

Non posso fare a meno di ammirare impostori e ciarlatani.

Gli ipocriti poi… Ah, gli ipocriti… Soggetti meravigliosi.

La cosa stupefacente di tutta questa varietà umana è che, prima o poi, tutti ricevono con grande sorpresa il proprio conto.

E che piacere essere lì, a vederli pagare.

PER NON DIRE

Posted in Sfoghi Impietosi on Ottobre 18, 2009 by Gabriele

Da risparmiatore oculato quale sono, se c’è una cosa che mi irrita (per non dire che mi fa girare le balle), è dover pagare per qualcosa che non vale il suo prezzo.

L’esempio più eclatante sono le tasse: migliaia di euro l’anno per avere in cambio poco (per non dire niente). Ma potrei fare altri esempi di vita quotidiana. Andare in un ristorante dove lavora del personale scortese (per non dire infame) e mangiare delle portate scarse (per non dire schifose). Comprare una partita sulla pay-tv e perdere il segnale del satellite (per non dire che la tecnologia digitale, terrestre o extraterrestre, è ancora approssimativa). Cambiare gestore telefonico e restare scollegato dal mondo per settimane (per non dire che una volta che ti hanno registrato la telefonata in cui dici sì lo voglio, poi se ne sbattono di te, nella gioia, nel dolore, nella salute, etc.).

Ma il caso che mi porta qui, a inveire già la Domenica di primo pomeriggio, è il film che ho visto ieri sera al cinema: Up.

Non sono un critico cinematografico e scelgo i film per cui pagare ben otto euro cadauno a mio rischio e pericolo. Non mi lamento mai, quindi, se il film poi non mi è piaciuto: voglio credere che bello/brutto/schifoso può essere considerato un giudizio soggettivo.

Ma non è questo il caso.

Detto che Up non mi è piaciuto – perché ha tre scene divertenti tre, e tutte e tre già viste nel trailer -, mi si potrebbe obiettare che andare al cinema per vedere un film di animazione che ha sbancato i botteghini USA può essere considerato stupido già di partenza (per non dire da fessi).

Il problema grosso è che io ho fatto di più: l’ho visto in 3D, spendendo la bellezza di dieci euro. Tale cifra immaginavo sì giustificata dal costo degli occhialini – come quelli nella foto sotto, che adesso vengono consegnati in busta sigillata, per poi non farsene più niente (no, non li potete riutilizzare per il prossimo film che vedrete in 3D) -, ma anche, anzi, soprattutto, dalla presenza di stupefacenti effetti speciali.

Il fatto è che di 3D, in Up 3D, c’è ben poco (per non dire un cazzo). Più di una volta, giuro, ho provato a spostarmi le lenti da davanti agli occhi e vedevo la stessa identica cosa, solo un pelo più sfocata. Ma neanche sempre.

Allora, visto che nessuno l’ha ancora specificato chiaramente, lo faccio io, nel caso servisse a qualcosa: attenzione, perché il 3D potrebbe essere il nuovo sistema, come il Led per le televisioni di nuova generazione, come l’HD per le trasmissioni a pagamento, come i file drm free per la musica digitale, come gli hard-disk da un terabyte per i pc, che serve a sfilare più soldi per qualcosa che non serve a un cazzo (per non dire l’ennesimo sistema per provare a mettercelo nel %!@&).

occhiali 3d

LORO SANNO QUELLO DI CUI NOI ABBIAMO BISOGNO

Posted in Vita Vissuta on Ottobre 10, 2009 by Gabriele

pubblicità mirata

Ci sono pubblicità di banche che mi vogliono far credere che esistano banche oneste. Addirittura con un’etica.

Ci sono pubblicità di compagnie elettriche che da un giorno con l’altro sono diventate le paladine della salvaguardia del pianeta. Sostenitrici del risparmio energetico. Portavoce di generazioni che ancora devono nascere.

Ci sono pubblicità di automobili che vogliono significare che dietro la scelta di avere quell’automobile ci siano motivazioni filosofiche, di ispirazione religiosa, con un significato profondo e una morale da cartone animato Disney.

Ci sono pubblicità di superalcolici che per ventinove secondi mostrano quanto sia spassosa la vita per chi li consuma. E che nell’ultimo secondo a loro disposizione, e in un angolo difficile da individuare, invitano a bere responsabilmente. Ho visto queste pubblicità interrompere una trasmissione dove ragazzi testimoniavano i loro guai causati dall’alcool.

Ci sono pubblicità di generi alimentari per la prima colazione con la colonna sonora di canzoni in inglese che parlano di amore omosessuale.

Ci sono pubblicità di finaziarie che vogliono prestarmi un sacco di soldi senza che io nemmeno gli dica il mio nome. E me li voglio dare a interessi bassissimi. Praticamente beneficenza.

Ci sono altre pubblicità di automobili che dicono che è ora di inquinare di meno, quindi consumano meno. E in questo modo palesano che per decenni se ne sono sbattuti la palle del pianeta e del mio portafoglio.

E, infine, ci sono pubblicità di assicurazioni che pensano davvero di poter passare per corrette. Di far pagare premi ragionevoli. Di essere mie amiche.

Mi domando se davvero riescono a convincere qualcuno.

Mi domando se davvero credono di poter convincere qualcuno.