INSODDISFATTI E MAI RIMBORSATI
C’era una volta il Nuovo Mondo di Internet. Era una risorsa magnifica e potente. Una sorgente di informazioni praticamente illimitata.
Credo che chi l’ha inventata si senta un po’ come Dio il settimo giorno, quando vide che era cosa buona e giusta. Già, perché si trattava di un vero e proprio nuovo mondo, meglio dell’America scoperta alla fine del XV secolo e, a differenza dell’America, veramente una scoperta, perché non era già li pronta e facile facile da trovare.
Insieme ad Internet era nato un sogno: quello di un posto libero, dove ridurre le distanze (non solo quelle chilometriche, ma anche quelle di cultura, religione razza) veramente a zero. Dove avere il dono dell’ubiquità, potersi trovare in tanti posti nello stesso momento. Dove essere liberi dai vincoli dell’impossibilità di muoversi, di fare, di pensare e soprattutto di essere, liberamente. Quei vincoli spesso dati dalla propria immagine che, se non conforme agli standard dettati dalla società, in alcuni ambienti, non ci faceva contare nulla, nulla.
E poi la possibilità di avere tutto solo grazie alla condivisione con qualcun altro, alla simbiosi, di cui quel nuovo mondo aveva fatto la propria unica legge naturale.
Ma l’uomo, si sa, è di natura un parassita, pronto ad assorbire da qualsiasi cosa gli capiti sottomano tutta la vitalità di cui questa dispone, fino a ridurla in niente.
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