SYMPATHY FOR THE RAIN
Piove forte.
Pesanti gocce precipitano ora dritte ora di traverso; nelle pozzanghere cerchi d’acqua durano una frazione di secondo. Le auto sfrecciano, incuranti del profumato asfalto, sollevando spruzzi alti come onde.
Le sporgenze dei tetti forniscono insufficienti ripari ai passanti colti di sopresa; altri, ingenui, cercano protezione sotto minuscoli ombrelli pieghevoli, scossi dal vento.
Amo la pioggia.
E la pioggia mi soddisfa più di quanto non faccia il sole con quelli che dicono di amarlo. Loro si lamentano dello scottare dei raggi estivi, io non reclamo mai per quanto siano bagnate le gocce.
Un ticchettio batte sul tettuccio della mia macchina armonico come note di pianoforte mentre, sul vetro, un velo d’acqua nasconde alla vista un mondo miserabile, sporco e finito, che solo la pioggia può redimere.
Maltempo non significa nulla.
Nulla.
Marzo 11, 2008 a 6:06 am
Mmmm… Non so, quella prima parte mi ricorda troppo la scuola.
Con la seconda ti redimi
ma non mi convince molto.
Perché?
Marzo 12, 2008 a 1:10 pm
la scuola? forse ti ricorda il passaggio di un mio racconto.
e poi tu mi conosci bene per come e cosa scrivo… sarà quello?
Marzo 12, 2008 a 1:41 pm
a me ricorda Ada Negri!!
e un po’ la pioggia nel pineto!