L’ALTERNATIVO

Pubblicato su Sfoghi Impietosi il Aprile 9, 2008 da Gabriele

Da qualche tempo, forse purtroppo, il rock, sia come genere musicale che come stile d’abbigliamento, è tornato di moda.

Non vi nascondo che vedere la De Filippi coi jeans strappati e la Pausini in versione dark (neanche fosse Cristina Scabbia), mi sconvolge non poco.

Per non parlare della profusione di borchie addosso a insospettabili fighetti che affollano le vie del centro.

Il merito di questo ritorno (taroccato) è sicuramente da attribuirsi alle tv musicali che trasmettono in heavy rotation video di artisti (…) che, infilata una maglietta nera e imbracciata una chitarra - che raramente sanno suonare -, senza essere stati davvero investiti dal sacro fuoco del rock ‘n roll, si fregiano del titolo di rockstar per il solo merito di alzare un po’ la voce e dimenarsi durante i ritornelli.

E visto che proprio in questo momento sto ascoltando gli Afterhours, ecco un bel testo scritto da loro nel ’97, ma che pare ancora molto attuale

Il titolo dice già molto (trovate il video qui http://it.youtube.com/watch?v=L_amMbwtXAI).

“Sui giovani d’oggi ci scatarro su” – da “Hai paura del buio?” – Afterhours – 1997

calzino bianco va
commuove l’onestà
trovato tecnologico votato martire
cambia la permanente in dreadlocks
che ti cambia il cuore
giocati l’anfibietto in tinta
ti fa far l’amore

ridai i soldi al tuo papà
ridai i soldi al tuo papà
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro

come pararsi il culo
e la coscienza è un vero sballo
sabato in barca a vela
lunedì al leonkavallo

l’alternativo è il tuo papà
l’alternativo è il tuo papà
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro

come pararsi il culo
e la coscienza è un vero sballo
sabato in barca a vela
lunedì al leonkavallo

l’alternativo è il tuo papà
l’alternativo è il tuo papà
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro

IDOLI

Pubblicato su Passioni il Marzo 26, 2008 da Gabriele

Quando vedo le immagini di certi miti, al tempo in cui hanno creato delle opere d’arte (irripetibili), mi chiedo se, in quel momento, ne fossero consapevoli. Se fossero coscienti di poter entrare nella storia. Di diventare il riferimento di migliaia, milioni di persone; di essere amati, idolatrati. O se fossero completamente ignari. Se le loro opere sarebbero potute passare inosservate e, solo per una serie di fortuite coincidenze, siano invece arrivare alle masse.
O se forse è solo il tempo che decide tutto.

P.S. Chi sono i due della foto? ditemelo voi…

 jack-e-neal.jpg

CON AMMIRAZIONE

Pubblicato su Passioni il Marzo 23, 2008 da Gabriele

Voglio dedicare un post.

Non a una persona o a un fatto, né a una riflessione. Ma a un marchio d’abbigliamento.

Farò pubblicità gratuita, lo so, ma è necessario. E’ da tempo che ci sto pensando, e mi convinco sempre più che sia decisamente meritata.

La firma a cui mi riferisco è quella di A-Style.

Forse il nome buttato lì così vi dice poco? L’avete sentita ma non ricordate dove/come? Eppure il 99% delle persone che hanno un paio d’occhi a disposizione avrà visto chissà quante volte un rettangolo con sfondo giallo e una A con due pallini sulla sinistra.

E penso tutti, anche i meno maliziosi, avranno ben notato che è la rappresentaizone stilizzata di una posizione sessuale, neanche tanto canonica.

Io lo trovo fantastico. Più che geniale.

Credo che l’ideatore di quel marchio andrebbe premiato con qualcosa di grande. Il Nobel, non so, qualcosa del genere.

Ma ci avete mai riflettuto un attimo? Un disegno del genere ovunque! Sui giornali, sui muri, addosso alla gente, sulle piste del Motomondiale, nelle pubblicità in TV a qualsiasi ora del giorno e della notte. Senza nessuna censura, e impossibile da censurare (perché farlo, in fondo? E’ solo una lettera con due pallini! E se qualcuno ci vede qualcosa di diverso è lui che è malizioso, no?)

La perfetta rappresentazione della cultura occidentale.

Uno sberleffo ai benpensanti.

Una presa in giro universale.

Un pesce d’aprile 365 giorni l’anno.

Non posso fare altro che inchinarmi di fronte a tanta intelligenza.

SCRUBS - RIDERE DEL MORIRE

Pubblicato su Passioni il Marzo 18, 2008 da Gabriele

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C’è un telefilm.

Ci sono dei ragazzi che si trovano ogni giorno a confrontarsi, per scelta, con la morte. Ci sono personaggi la cui caratterizzazione sta al di fuori di ogni stereotipo. Ci sono il sarcasmo, il ciniscmo e l’ironia che i protagonisti riescono a sfoderare di fronte a ogni ostacolo del destino. Non ci sono gli happy-ending (come non ci sono nella vita reale). E c’è una lezione morale, mai banale, impartita alla fine di ogni episodio.

E’ per questi motivi che questo telefilm è davvero superiore a ogni altro in programmazione negli ultimi decenni. Provate (su MTV e Fox), e scoprirete come può essere emozionante spaccarsi dal ridere e, dopo tre secondi, avere il groppo in gola e gli occhi lucidi.

SYMPATHY FOR THE RAIN

Pubblicato su Passioni il Marzo 10, 2008 da Gabriele

Piove forte.

Pesanti gocce precipitano ora dritte ora di traverso; nelle pozzanghere cerchi d’acqua durano una frazione di secondo. Le auto sfrecciano, incuranti del profumato asfalto, sollevando spruzzi alti come onde.

Le sporgenze dei tetti forniscono insufficienti ripari ai passanti colti di sopresa; altri, ingenui, cercano protezione sotto minuscoli ombrelli pieghevoli, scossi dal vento.

Amo la pioggia.

E la pioggia mi soddisfa più di quanto non faccia il sole con quelli che dicono di amarlo. Loro si lamentano dello scottare dei raggi estivi, io non reclamo mai per quanto siano bagnate le gocce.

Un ticchettio batte sul tettuccio della mia macchina armonico come note di pianoforte mentre, sul vetro, un velo d’acqua nasconde alla vista un mondo miserabile, sporco e finito, che solo la pioggia può redimere.

Maltempo non significa nulla.

Nulla.

TIRA LA BOMBA

Pubblicato su Passioni il Marzo 6, 2008 da Gabriele

Da pochi minuti la Medi H-Art conduce sul Riozzo per 2-1.
La partita si innervosice e i falli si inaspriscono. Fioccano i cartellini gialli. Anche un rosso. Cla viene richiamato dal direttore di gara. La tensione è palpabile.
Il mister dei padroni di casa fa scaldare Spadino.
Minuto 31 del secondo tempo: Spadino entra in campo.
Punizione dalla sinistra, distanza siderale. Antoz prova un’improbabile conclusione verso la porta del Riozzo che, prevedibilmente, va a sbattere sulla barriera. La palla s’impenna e perviene nella zona dell’area presidiata da Spadino che, senza pensarci, scaglia un potente sinistro che si va a infilare nel “sette”, spolverando le ragnatele dall’incrocio.
Il pubblico si alza in piedi.
Minuto 34 del secondo tempo: Spadino riceve una manata che gli provoca una copiosa uscita di sangue dal naso, costringendolo a uscire.
La partita di Spadino sta tutti in tre numeri:
- minuti giocati: 3
- palle toccate: 1
- gol realizzati: 1
Prestazione che rimarrà nella storia.
I presenti in tribuna avranno di che raccontare ai propri nipoti.

CI AVETE MESSO AL MONDO, ADESSO INSEGNATECI A VIVERE

Pubblicato su Sfoghi Impietosi il Marzo 1, 2008 da Gabriele

Ho degli amici.

Ragazzi e ragazze, più o meno della mia età.
In estate vivono nei parchi, in inverno nei sotteranei dove passano le fogne della città.

Loro non si drogano. Non perché non vogliano, ma perché non hanno soldi per comprare droga. Ma ne hanno bisogno, e non per un uso ricreativo, ma per farsi passare la fame e, soprattutto, per non pensare. Allora sniffano vernici, colle e prodotti poco costosi contenenti solventi tossici. Uno di loro li ingerisce, addirittura. Forse adesso è già morto.

Le loro famiglie erano, adesso non sono più.

Non so se non lavorano perché non vogliono e perché davvero non riescono. Non so perché vivono così. Ma so che rifiutano aiuto.

Non è vero niente, non sono miei amici.

Vivono a Bucarest, e non li conosco nemmeno. Ma li ho visti. Li ho visti e non posso togliermeli dalla testa. Non posso togliermeli dalla testa. Non posso. Vivono in mezzo ai propri escrementi, agli scarafaggi e ai topi. Anzi, topi non ce n’erano. Forse i topi hanno troppo schifo per vivere in condizioni del genere.

Non posso dimenticarmeli.

Vogliono un futuro, ma non l’avranno mai. Hanno il modesto sogno di una casa e di una famiglia. Di poter sposare la loro ragazza o il loro ragazzo. Di poter vivere e mangiare e dormire e scopare in un posto che non sia allucinante.

Credono che Dio voglia loro bene, e che farà loro la grazia, una bella mattina, di non farli svegliare più.

Non posso immaginare che ci si possa destare tutti i giorni (tuttiigiorni tuttiigiorni tuttiigiorni) uscendo dal proprio mondo di sogni umili per entrare in un incubo reale.

Un incubo.

Reale.

Pubblicato su Sfoghi Impietosi il Febbraio 27, 2008 da Gabriele

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A volte sarebbe meglio poter dormire.

Estraniarsi da tutto con della sana fottutissima musica a palla che esplode nei timpani e dormire così, per giorni, per poi svegliarsi alla fine dei problemi e come se nulla fosse successo.

O forse basterebbe confrontare le proprie difficoltà con quelle vere, quelle degli altri, per poi accorgersi che forse dovremmo stare zitti e ringraziare. Ringraziare sempre e di tutto, che è già abbastanza.

Ma il problema è l’inconscio. Perché non sarebbe neanche difficile, se non fosse che c’è quella cosa nello stomaco. Quello schifo che è lì, annidato come un ragno in un buco troppo stretto per infilarci un dito e farlo uscire una volta per tutte, troppo in profondità per snidarlo e schiacciarlo sotto le scarpe.

E poi sempre il solito, vecchio, irresolubile dubbio. Lottare? Pregare? Provare tutto? O niente? Aspettare che passi? Lasciarsi andare ad affogare in un bicchiere d’acqua?

A volte forse basterebbe avere qualcuno che ci ricordi cosa sono le vere difficoltà.

O almeno una chitarra da spaccare sul pavimento.

LIVE IN PARIS - 1987

Pubblicato su Passioni il Febbraio 24, 2008 da Gabriele

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Bono guarda verso il pubblico, con l’aria di chi sa di aver fatto qualcosa di grande, grandioso.
Corre fino ai limiti del palco e canta piegato in due, apoggiato al ginocchio. Di colpo si raddrizza, detta il tempo alle centinaia, migliaia, milioni di persone che ha davanti, che alzano le braccia e cantano con lui.
La musica cresce, parte il riff e Bono si lascia andare sul palco, rivolgendo lo sguardo verso The Edge, che maltratta la chitarra sbattendola su e giù e frustandola con il plettro.
Bono sorride, ed è un sorriso carico di ammirazione. Per l’amico, per la band, per se stesso.
Sono grandi, grandissimi, e lui lo sa.
Ed è lì per provarlo.

INSODDISFATTI E MAI RIMBORSATI

Pubblicato su Sfoghi Impietosi il Febbraio 23, 2008 da Gabriele

C’era una volta il Nuovo Mondo di Internet. Era una risorsa magnifica e potente. Una sorgente di informazioni praticamente illimitata.

Credo che chi l’ha inventata si senta un po’ come Dio il settimo giorno, quando vide che era cosa buona e giusta. Già, perché si trattava di un vero e proprio nuovo mondo, meglio dell’America scoperta alla fine del XV secolo e, a differenza dell’America, veramente una scoperta, perché non era già li pronta e facile facile da trovare.

Insieme ad Internet era nato un sogno: quello di un posto libero, dove ridurre le distanze (non solo quelle chilometriche, ma anche quelle di cultura, religione razza) veramente a zero. Dove avere il dono dell’ubiquità, potersi trovare in tanti posti nello stesso momento. Dove essere liberi dai vincoli dell’impossibilità di muoversi, di fare, di pensare e soprattutto di essere, liberamente. Quei vincoli spesso dati dalla propria immagine che, se non conforme agli standard dettati dalla società, in alcuni ambienti, non ci faceva contare nulla, nulla.

E poi la possibilità di avere tutto solo grazie alla condivisione con qualcun altro, alla simbiosi, di cui quel nuovo mondo aveva fatto la propria unica legge naturale.

Ma l’uomo, si sa, è di natura un parassita, pronto ad assorbire da qualsiasi cosa gli capiti sottomano tutta la vitalità di cui questa dispone, fino a ridurla in niente.

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