CONSOLARE GLI AFFLITTI

Pubblicato: 26 ottobre 2008 in Passioni

Non sono abituato, su questo blog, a pubblicare i miei racconti. Ma farò un’eccezione per la settimana di Halloween, con questo breve testo scritto nello scorso Giugno sulla tratta Lodi-Cesena, per distrarmi dal vociare delle famiglie dirette al mare.

Dedicato al mio amore.

CONSOLARE GLI AFFLITTI

I piccoli morbidi piedi di Kati affondavano a ogni passo nella soffice sabbia. Una luna piena sfavillava nel cielo scuro, ma la sua brillantezza era interrotta dal passaggio di frequenti nubi.

Kati teneva fra le dita i suoi sandali nuovi, mentre granelli di sabbia si attaccavano alle unghie laccate di nero. Passeggiava lentamente, lasciandosi affondare e voltandosi, ogni tanto, a costatare con piacere la regolarità delle sue orme.

Le torrette di avvistamento dei bagnini, allineate sul bagnasciuga, la invogliavano ad arrampicarvicisi, per godere meglio della vista del mare buio e dei suoi riflessi argentati, ma preferì proseguire la passeggiata notturna e godere di tutto il tempo che aveva a disposizione.

I lettini del Bagno Tredici erano disposti in maniera geometrica, riordinati perfettamente ai lati dei rispettivi ombrelloni chiusi.

Una nube più grande delle altre spense di nuovo l’interruttore della luna, e questa volta sembrò definitivamente, almeno per quella notte.

Kati udì qualcosa in lontananza, stupendosi che fino a quel momento non vi fosse stato altro segno di presenza umana intorno a lei. Si fermò per capire da dove provenisse e si scostò i capelli per sentire meglio. Una lunga ciocca nera fu confinata dietro il piccolo orecchio destro, teso in ascolto.

Kati si mosse incerta di qualche passo in avanti. Poi si fermò di nuovo. Si riassestò i capelli sulla fronte e, in equilibrio sulla gamba sinistra, si sfregò il polpaccio con il piede destro, depositandosi granelli di sabbia sulla pelle liscia. Una brezza leggera le fece aderire l’abitino nero ai fianchi. Strinse gli occhi in cerca di una sagoma umana in mezzo alle forme inanimate della spiaggia.

Un lettino disallineato rispetto agli altri attirò la sua attenzione. Seduto sul bordo un uomo, forse un ragazzo, era piegato coi gomiti sulle ginocchia e la testa fra le mani. Kati lo osservò. Dopo qualche minuto si decise ad avvicinarsi.

Lui non si accorse della sua presenza finché lei non gli si sedette di fianco. Solo allora si mosse, si passò la mano sugli occhi e girò la testa verso di lei. Non disse niente, come se la cosa non lo riguardasse, ma iniziò a comportarsi come fosse osservato. E lo era. Perché Kati studiava i suoi lineamenti con attenzione, come fosse una specie diversa dalla sua.

Lentamente, come se si stessero confidando i propri segreti, il silenzio creò intimità fra di loro, e nessuno dei due lo interruppe con una sola parola.

Kati si scostò un poco, come se avesse intuito cosa voleva. Il ragazzo, infatti, si distese su un fianco e le appoggiò la testa in grembo. Lei gli passò una mano fra i capelli, puliti e spettinati, poi prese ad accarezzarlo, percorrendo i profili del suo viso con le dita.

Lui si rilassò e lei percepì la pace risalire nelle sue vene, propagarsi dalla testa in tutto il corpo. I muscoli si distesero fra le sue mani.

Le ultime lacrime gli rotolarono sulle guance come le gocce di un rubinetto ormai spento. Il silenzio li avvolgeva, e quella serenità sarebbe potuta durare in eterno.

Il ragazzo finalmente parlò.

Disse solo che si sentiva bene, e che avrebbe voluto che quell’attimo non finisse mai più, e Kati non aspettava altro che la sua richiesta di aiuto.

Avvicinò la mano al collo del ragazzo e con l’unghia affilata del mignolo gli recise la gola da parte a parte.

Nessuno dei due disse niente.

E l’armonia nel mondo fu ristabilita.

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commenti
  1. daniela ha detto:

    Milano-Cesena, una tratta da paura!
    Non mi piace, ma io non faccio testo e non deve piacere a tutti, no? come non mi piace questa stupida festa. Bacione. dc

  2. Gabriele ha detto:

    già… bambini ululanti e genitori idioti… altro che horror!

  3. Imma ha detto:

    non trovo halloween una festa stupida,a chi come me piace l’horror e tutto ciò che riguarda mostri, vampiri e zombie direi che è invece l’ideale per evadere dalla realtà che ci circonda..una festa basata su pura fantasia che però ti mette (almeno nel mio caso) euforia e voglia di fantasticare. Basta saper festeggiare nel modo giusto

    o no lele?? 😦

  4. Gabriele ha detto:

    certo.
    e poi le ambientazioni gotiche sono sempre affascinanti.

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