Welcome to the jungle

Pubblicato: 8 novembre 2008 in Sfoghi Impietosi

blind-man

Come faccio a trattenermi dal ridere vedendo ancora gente che crede nella politica e nelle istituzioni?

Persone che inneggiano ai “leader”, che sventolano bandiere, che litigano per una parte piuttosto che per un’altra.

Vedendo che c’è chi crede, nonostante l’evidenza, a una possibilità di miglioramento reale, concreta, per tutti.

Mi sembra di aver visto, finché ho guardato, già abbastanza.

Dal più importante dei politici al più misero dei giornalisti, dal migliore dei medici al più provinciale dei sindacalisti, dal più imparziale dei giudici al più dilettante degli arbitri, nessuno fra quelli che hanno un briciolo di potere fa niente che non abbia, come fine ultimo, altro che il proprio interesse (economico, ideologico, sentimentale).

Un solo insegnamento mi è stato utile da questo popolo: imparare a sopravvivere nella giungla, sapersi rifugiare, procurarsi cibo e, se per scrupolo, non si vuole essere chi attacca il più debole, almeno fare in modo da non essere la vittima di qualcun altro.

Annunci
commenti
  1. aoirghe ha detto:

    sembra quasi una risposta al mio ultimo post … 🙂
    non ti scrivo qui come la penso, perchè tanto lo sai già …
    baci

  2. Filippo S. ha detto:

    Mi hai aggiunto a facebook. Credo, senza conoscermi.
    Ho 29 anni. Abbiamo amici comuni che non si parlano tra loro.
    Dici che scrivi e io penso che è molto bello e perciò vado sul blog, nonostante sia dal liceo che ho smesso ogni attrazione verso gli ossimori.
    Leggo questo post, welcome to the jungle, e penso non sia stato per caso. Non vado oltre. Stasera scrivo anche io: una lettera per sostenere il tesseramento al Partito Democratico, al circolo di cui faccio parte.
    Non so se stai davvero ridendo, non siamo poi così lontani.
    Un poeta cubano scriveva che nessun calcolo, nessuna fredda ingegneria: sono le piccole dita dei bambini, che si levano ad indicarli e si voltano per per condividerli, a sospendere gli aeroplani nell’aria, ad incollarli al cielo. Non è il vento a far schioccare le bandiere giuste.

  3. Gabriele ha detto:

    filippo, carissimo.
    purtroppo sono passati talmente tanti anni che non ti ricordi di me. abbiamo avuto a che fare, noi due, alla scuola media di mulazzano. mi pare che abbiamo suonato insieme (io le tastiere, tu, forse, chitarra) a una festa di fine anno. è bello scoprire, dopo tanto tempo, le personalità formate di persone ormai divenute praticamente sconosciute.
    per quanto riguarda il post, ovviamente, accetto il tuo punto di vista: mi guardo bene dal “discutere” con un vecchio amico per punti di vista politici differenti.
    per me le parole bandiera, patria, inno, hanno significati marginali. dovessi scegliere fra il continuare ad andare allo stadio e il diritto al voto, sceglierei sicuramente il primo, che mi da certo più soddisfazioni.
    so che il mio è un punto di vista talmente “rassegnato” da essere difficile da accettare, ma preferisco sentirmi dare del “superficiale” dalla gente, che farmi prendere in giro dalla politica.
    grazie, comunque, per l’attenzione e per il tempo di una risposta al mio post “non buttata lì”.
    a presto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...