MASTRO TITTA – LODI

Pubblicato: 22 novembre 2008 in Vita Vissuta

Succede che, oggi, ricevo una mail dal mio caro amico Spado che mi chiede di aggregarmi al gruppo di Facebook “Quelli che il Mastro”. Premesso che i gruppi di Facebook sono più inutili di Facebook stesso, io che, al “Mastro”, c’ho passato tutti i sabati sera della mia vita dal 1998 al 2000 (circa), forse gli anni migliori del locale, non posso esimermi dall’accettare. Così inizio a sfogliare con curiosità l’elenco degli iscritti, immaginando di trovarci un sacco di gente conosciuta. Allora sfoglio, sfoglio e sfoglio (quasi 400 facce) e…

Ma tutta sta gente mica ce l’ho mai vista… Che ci andavano, di domenica pomeriggio?

Allora urge precisazione: Spado, quando al Mastro ci andavamo noi (non che fosse merito nostro, ma è stato il periodo top, dopodiché è clamorosamente degenerato) le 10 caratteristiche salienti del locale erano le seguenti:

  1. C’era la selezione all’ingresso e il buttafuori, detto “il griso”, controllava se eri: maggiorenne (patente alla mano); vestito elegante (che, per dire, una volta ci rimbalzò -io, Cla, il Bolo e il Gatta- con la motivazione «stasera serata “più elegante”»); assolutamente senza scarpe da tennis (quando sono riuscito a entrare con queste Puma images1 mi guardavano tutti stupiti); meglio se accompagnato da ragazza (altrimenti minimo 45 minuti di fila).
  2. Fuori da locale supplicavi ragazze sconosciute per entrare insieme e scavallare la fila (ma poi ti toccava pagargli da bere).
  3. C’era “Enrico il tequilero” che, dove eri eri, ti metteva giù 4 tequila bum bum (10.000 lire), a volte 8.
  4. Per fare un giro completo del locale ci mettevi fra i 50 e i 70 minuti.
  5. Per bere dovevi sgomitare mezz’ora davanti al banco e le bariste ti sorridevano soltanto se eri un frequentatore fisso.
  6. Una ragazza, per rivolgerti, non dico la parola, ma il saluto, ti doveva venir presentata almeno per tre sabati consecutivi (e tutte le volte faceva finta di non ricordarsi di te…)
  7. Dentro c’erano trecento gradi anche a gennaio, e i tavolini e le sedie erano il deposito di giacche e giubbotti (a volte te li zanzavano pure).
  8. Si beveva il cocktail più forte (un negroni o un martini bianco + vodka liscia) per ubiracarsi spendendo il meno possibile.
  9. Le tipe ballavano sui tavoli (anche con minigonna) sulle note del remix di “Brimful of Asha” dei Cornershop; di “Pretty fly (for a white guy)” degli Offspring; di “We will rock you” nella versione, ahimé, dei Five.
  10. Non c’era il divieto di fumo nei locali pubblici e, quando uscivi, attivo o passivo, ti eri respirato due pacchetti di sigarette minimo.

Ecco, questo è stato il Mastro Titta, Via San Fereolo, Lodi.

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commenti
  1. Lorenza ha detto:

    Io il Mastro l’ho frequentato negli anni precedenti, quindi sicuro che non ci siamo incontrati. Non ero una cliente fissa, ci andavo ogni tanto e mi divertivo. Ci ho fatto un capodanno, pure. Ma non è che tu tutti questi 400 membri del gruppo di facebook non li conosci perché li vedevi ma mica ti tiravano fuori la carta d’identità? E soprattutto: adesso il Mastro esiste ancora?

  2. Ale Chiaz ha detto:

    Grandissimi i Cornershop! Ma sei sicuro che non abbiano sparato a palla (come sempre) anche i Bran Van 3000 di “Drinking in L.A.”?
    Se non l’hanno passata sono dei pazzi!
    Tornando a ciò che resta del Mastro mi sale una tristezza incredibile. Vederlo abbandonato in queste condizioni non si direbbe che sia stato il centro della “Movida Lodigiana”*.

    *L’ho virgolettato perchè Lodi, si sa, è una città morta.

  3. Gabriele ha detto:

    la bellissima “drinkin in l.a.” è sicuramente risuonata fra quelle mura qualche volta, ma non era uno dei “classici”.
    del resto i gusti di chi metteva musica al mastro (a parte poche eccezioni) erano davvero discutibili.

  4. ManuSilva ha detto:

    immancabile al mastro era ‘Time warp’ – The Rocky Horror Picture Show!!
    che ricordi quel locale…

  5. SonnataStonàta ha detto:

    Io mi ricordo che in quel periodo mettevano spesso anche “Rape me” dei Nirvana,l’ho frequentato soprattutto nel ’99/2000, ciao a tutti gli ex mastristi , bei periodi…

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