DAVID BOWIE A X-FACTOR

Pubblicato: 17 aprile 2009 in Sfoghi Impietosi

In queste ultime settimane mi sono trovato, mio malgrado, a seguire scampoli di X Factor.

Per chi non lo sapesse, posso brevemente riassumere il significato della trasmissione definendola, senza punteggiatura, “un reality show i cui partecipanti cantanti si sfidano in una gara a eliminazione attraverso il malsano meccanismo del televoto (a pagamento ma scritto in minuscolo) che culminerà per uno di loro nella vittoria con acclusa glorificazione per alcune settimane nelle classifiche di download digitale e delle suonerie“.

E dopo queste tre righe sono già passibile di minacce di morte e come minimo odiato da circa 5.000.000 di telespettatori, compresa la mia ragazza.

In realtà non ce l’ho coi partecipanti (alcuni sembrano davvero bravi, o meglio, hanno una bella voce, e sanno addirittura suonare degli strumenti), ma con chi, nell’era del disfacimento del mercato discografico, ha trovato un nuovo sistema per spennare soldi alla gente vendendogli fuffa.

Che ci si creda o no, infatti, alcuni partecipanti (sia fra gli eliminati che fra quelli in gara), hanno recentemente messo sul mercato online i loro singoli inediti, arrivando nel giro di poche ore in testa alle classifiche di dowload. Vedendola da lontano un chilometro parrebbe un’operazione vagamente commerciale…  solo un pelino…

Ma la vera cosa fastidiosa è che, quando i concorrenti si esibiscono, non lo fanno cantando le loro canzoni (probabilmente ognuno di loro ha lì nel cassetto un solo singolo inedito, da sfoderare al momento opportuno), ma canzoni che sono successi tanto clamorosi quanto semi-sconosciuti al pubblico (notoriamente poco colto musicalmente – e non solo -) italiano. Roba del livello di Life On Mars di David Bowie, Stairway To Heaven dei Led Zeppelin, Wish You Were Here dei Pink Floyd. Ovvero canzoni che farebbero accapponare la pelle anche se le cantasse il mio cane (che non ho), figuriamoci cantate da ragazzi/e che passano trenta ore al giorno a provarle insieme a insegnanti di canto, arrangiatori e tutta una troupe da top-ten chart.

Detto questo, venerdì scorso sono pure andato all’Alcatraz di Milano, alla serata di beneficenza organizzata dalla trasmissione per le vittime del terremoto in Abruzzo.

Perché l’hai fatto? mi chiederete. Istinto suicida, rispondo.

Anche perché la beneficenza vera l’ho fatta al locale, pagando 16 eurazzi per due Red Bull…

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commenti
  1. rebu ha detto:

    Marians 6 veramente un grande!il tuo blog spacca!!!!Fabio volo ti fa una pippa!bravissimo e come dice Vasco…senza parole

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