OVERDOSE DI LEONARDO (massì lui, il Da Vinci)

Pubblicato: 10 maggio 2009 in Passioni

Premessa e pacifica la mia ignoranza in materia arte (per dire, l’arte moderna mi fa schifo per il 90%) confesso che ogni tanto mi piace mischiarmi a certi professoroni o a personaggi cool e andare in visita di musei, palazzi, castelli, mostre. Per citare i più clamorosi vsti negli ultimi anni potrei dire la “ricostruzione” della Celeste Galeria dei Gonzaga a Mantova, gli Uffizi a Firenze e Caravaggio e l’Europa a Palazzo Reale (Milano).

Venerdì scorso, trovandomi in vena turista del Primo Maggio, gironzolando per Vigevano, mi sono imbattuto (volontariamente, lo ammetto) in Leonardo: una mostra impossibile. Ovvero la raccolta dell’intera opera pittorica (17 pezzi) di Leonardo Da Vinci riprodotta con tecnologie digitali in scala 1:1, ad altissima definizione.

Quindi. Nel giro di mezz’ora sono riuscito a spararmi una dose di opere da rimanere steso per terra come colpito da un tir in piena faccia. Per dire: l’Annunciazione, attorno a cui ho girato cinque minuti per capire da dove provenisse la luce “emanata” dal dipinto, salvo poi far ammettere al mio cervello che sì, è proprio un effetto creato dall’artista; la Dama con l’ermellino, alla quale sono sicuro che qualcuno abbia aggiunto con l’uniposca quell’orribile filo di perle nere, che non può essere stato davvero opera di Leonardo; la Monna Lisa, davanti alla quale alcuni commentavano «ah, ecco la copertina del Codice Da Vinci di Dan Brown»; per non parlare dei venti minuti ad ammirare l’Ultima Cena (okay, farei prima ad andare a vedermi l’originale a Milano… ma tant’è…) davanti alla quale tutti non possono fare a meno di far notare quella mano col coltello che non si sa bene di chi sia, l’ambiguità sessuale di Giovanni (con tutto il contorno di teorie sempre del Da Vinci Code, sempre di Dan Brown), salvo poi leggere le vere motivazioni, che non sto a spiegare ma assicuro che ci sono, che lo rendono il capolavoro che è.

Me ne sono andato chiedendomi il significato dei paesaggi misteriosi che fanno da sfondo a molti dei dipinti. E, soprattutto, sorridendo al pensiero del Genio Leonardo che, oltre 500 anni fa, creava le sue opere pensando a quanti milioni (miliardi) di persone ne avrebbero parlato, discusso, detto cazzate, nei secoli a venire. E anche se non so niente di arte, sono sicuro che sia così.

Questa qui sotto è la mia preferita: La Belle Ferronière

La_Belle_Ferronière

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commenti
  1. LaProf ha detto:

    Ah, be’, fai proprio venire voglia di esserci stati…

  2. Lo ha detto:

    Secondo me invece il Genio Leonardo oltre 500 anni fa creava le sue opere NON pensando minimamente a quanti milioni (miliardi) di persone ne avrebbero parlato, discusso, detto cazzate, nei secoli a venire.

  3. […] OVERDOSE DI LEONARDO (massì lui, il Da Vinci) May 2009 2 comments 5 […]

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