A ME STA BENE L’ADESSO – PUBBLICATO SU ROLLING STONE N. 74 DICEMBRE 2009

Pubblicato: 30 settembre 2009 in su Rolling Stone Italia

Ma non ve ne siete ancora accorti di aver stancato?! Di aver stancato me (per quello che conta) e, sono sicuro, altri tre quarti della mia generazione.

Non vi siete accorti che non se ne può più di revival degli anni Sessanta e Settanta?

Che il rock e nato e morto lì, che quei gruppi erano più veri, più puri, più bravi. Che tutti i concerti erano irripetibili, mitici. E ai primi concerti del gruppo sconosciuto nei pub c’eravate tutti. E in quelli della consacrazione del gruppo sconosciuto nei prati sconfinati c’eravate tutti. E si respiravano aria di salcazzo che cosa e si fumava e beveva l’impossibile, l’inverosimile e l’inimmaginabile.

Scommetto questi due miei maroni, che trent’anni fa si sarebbero (vi sareste) tagliati una mano pur di avere un fottuto iPod. Un bell’oggettino dalle linee morbide e pulite, l’apoteosi della tecnologia e dell’estetica tecnologica. Un oggetto di pochi centrimetri quadrati che avrebbe potuto contenere tutta la vostra pidocchiosa raccolta di album e spararla da due casse alte una spanna, ma capaci di pettinare tutto quanto il popolo di Woodstock o Bethel e l’Isola di Wight messi insieme.

Scommetto che tanti dei capelloni di quei tempi si sarebbero rasati a zero per esserci a un concerto degli U2, davanti a un palco alto sessanta metri e largo duecento, insieme ad altre centocinquantamila persone e vederli uscire da una navicella spaziale vestita da limone.

Ci avete rotto con tutti i vostri soliti quattro gruppi, che hanno fatto la storia del rock e hanno cambiato la storia del rock e senza di loro non sarebbe esistito niente e nessuno.

Noi, qui, adesso, possiamo scegliere fra una miriade di gruppi indie, gruppi sconosciuti, gruppi che devono ancora iniziare e sono già famosi e gruppi che durano due giorni.

Ci siamo beccati, nel giro di neanche due decenni, Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Rage Against The Machine, Jeff Buckley, Smashing Pumpkins, Foo Fighters, At The Drive In, Cranberries, Garbage, Green Day, Radiohead, Oasis, Skunk Anansie, Marilyn Manson, Placebo, Muse, White Stripes, System Of A Down, Korn, Deftones, Coldplay, Franz Ferdinand. Tanto per dire qualcuno dei più clamorosi.

E la vostra lagna che il vinile è impareggiabile e gli mp3 fanno schifo e il mono va bene e lo stereo e il dolby sono eccessivi.

Io sono contento di poter scegliere cosa ascoltare fra cinquecento album mentre giro la città in metropolitana. Poi salire in macchina e non dover infilare una cassetta e mandare avanti e indietro con l’autoreverse che si incastra e il nastro si sfila e la devo lanciare fuori dal finestrino. E sono contento di arrivare a casa e potermi scegliere e scaricare la musica senza alzare il culo dal divano.

Voi potete dire altrettanto?

E vogliamo davvero fare un confronto?

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commenti
  1. aoirghe ha detto:

    concordo.
    ma come mai tutta questa rabbia? che è successo? 😉

  2. Gabriele ha detto:

    solo per fare della sana polemica, don’t worry! :->

  3. Gabriele ha detto:

    e alla fine è arrivato al destinatario!

  4. Imma ha detto:

    prima o poi quel massimo coppola ti vorrà come suo vice commentatore!

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