LA MIA ENERGIA

Pubblicato: 6 dicembre 2009 in Sfoghi Impietosi

Praticamente adesso salta fuori che il riscaldamento globale, l’effetto serra, lo scioglimento dei ghiacci e perfino il calo del pescato nei mari del Mediterraneo, sia sostanzialmente colpa mia.

Da quando, all’inizio degli anni 00, il catastrofismo è diventato di moda, si accusa la gente comune di essere la causa della rovina di questo cazzo di pianeta, di cui a nessuno fregava niente fino all’altro ieri.

Sarebbero il non spegnere il tastino della tv, il lavare i panni in lavatrice anche se non sono davvero sporchi e il consumare (giuro) troppa carta igienica i veri motivi delle probabili future catastrofi che spazzeranno via il genere umano.

Nessuno è così zelante, però, da far notare, per esempio, che la corrente elettrica consumata da un grande magazzino di elettronica (i nomi si sanno) in un giorno feriale, probabilmente mi basterebbe per vivere quattordici vite di menefreghismo energetico. Oppure, sempre per esempio, che il motore a gpl esiste da cent’anni, ma chissà perché è diventato di moda giusto dopo che ho comprato la macchina diesel (e fra l’altro sembra che adesso le auto a gas o a metano, se appena appena hai una macchina da rottamare, te le regalino).

E nessuno fa notare un pelo di incoerenza fra chi dice che i cittadini devono ricominciare a consumare e spendere per superare la crisi economica mondiale, che per inciso non è stata causata certo dalle mie speculazioni finanziare, e chi la mena di non comprare l’acqua in bottiglia, che intanto vale come quella del rubinetto, o di comprare una lampadina a basso consumo che durerà trent’anni, come se prima facesse piacere rischiare la vita per cambiarne una a incandescenza una volta la settimana.

Detto questo, la mia coscienza di occidentale capitalista, consumista, egoista, egocentrista e ogni alto dispregiativo che si voglia aggiungere, fa sì che, ogni volta che esca dal bagno dimenticando la luce accesa, mi senta colpevole come un ladro.

E allora mi impongo di stare sempre al buio per ridurre lo spreco di energia nucleare, lavarmi a secco per non prosciugare i fiumi, tenere la stessa camicia tutta la settimana per non inquinare le falde, stare al freddo per non causare il riscaldamento dei mari del Nord e respirare con una narice sola per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Ma si sappia che, ogni volta che farò anche il minimo gesto per ridurre qualsiasi spreco, ogni volta che mi sentirò parte di questa grande farsa, non potrò fare a meno di bisbigliare fra i denti un sentito vaffanculo.

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commenti
  1. Imma ha detto:

    stavo pensando al vaffanculo poche righe prima di “incontrarlo”!
    🙂

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