NEW YORK CITY – DAY 2 – CENTRAL PARK

Pubblicato: 23 settembre 2010 in Trip (non mentali)

Visto che sto facendo un po’ di confusione con il fuso orario, questo post del secondo giorno arriva quasi alla fine del terzo. Ma chi se ne frega: ieri ho dormito dalle 19.30 alle 22.40 e ho cenato dopo mezzanotte, quindi il tempo in questi giorni è cosa relativa.

Il giorno due se n’è andato tutto fra Central Park e il Metropolitan Museum of Art (per gli amici: il Met).

Dopo l’obbligatoria colazione da Starbucks, e una capatina all’Apple Store (dove sono stato pesantemente corteggiato da un iPad) siamo entrati trionfanti in Central Park da Grand Army Plaza, all’incrocio fra la 59esima e Fifth Ave., macchina fotografica alla mano e zaino in spalla: per il kit del perfetto turista ci mancava solo il k-way legato in vita.

A parte questo, Central Park è una delle cose migliori che abbia mai visto in vita mia.

Una vegetazione secolare di incredibile varietà, decine di ombrosi sentieri in cui perdersi (salvo poi ritrovarsi facendo affidamento sulle targhette dei lampioni, che indicano la street corrispondente a dove ci si trova), laghetti, ponticelli, prati al sole, prati all’ombra, panchine, baracchini degli hot-dog, e la vista sullo skyline di New York. Il tutto senza una carta per terra, neanche a volerla cercare (come del resto fanno i curatori del parco, con i loro pinzoni alla mano).

E per concludere, tutti quegli scoiattolini che ci sono davvero, non è una leggenda metropolitana. E davvero ti saltellano a mezzo metro dai piedi, sgranocchiando ghiande e grattandosi le orecchie.

Ne abbiamo girato circa metà (del Central Park, non dello scoiattolo), godendoci uno spazio naturale bello da vivere.

La tappa successiva è stato il megagalattico Met, che ha il suo imponente ingresso su Fifth Ave., ma che si estende per gran parte in Central Park. Descrivere il Met non è cosa fattibile, tante sono le diverse epoche, i diversi stili, le diverse arti esposte. Posso solo fare un commento generico e dire che, le sole sale in cui sono contenute le opere e i reperti, valgono la pena di essere visitate. Noi ci siamo soffermati sulle sezione dell’antico Egitto, con tutte le sue centomila dinastie di faraoni, e sull’arte europea (fra i Raffaello, Tiziano, Caravaggio etc., etc.), con una piccola escursione nell’ala americana, dove le principali esposizioni erano ricostruzioni di interni di abitazioni dell’Ottocento.

Per la cronaca il pranzo è stato un sano hot-dog. Mentre la cena di mezzanotte (come già detto), all’Emmet O’Lunney’s pub dove, a una mia richiesta di “water not so cold”, mi hanno portato un bicchiere d’acqua con almeno sette cubetti di ghiaccio.

Adesso finisco di vivere il day three, poi vi dico.

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commenti
  1. robi ha detto:

    cribbio mario, adesso mollo tutto e prenoto un biglietto per NY!!!
    dovresti fare il reporter!!!
    quindi gli scoiattolini ci sono per davvero????

  2. Gabriele ha detto:

    grazie roby.
    sissì, gli scoiattolini ci sono davvero… e nei prox post svelerò anche altre cose che ci sono davvero!!!

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