NEW YORK CITY – DAY 6 – MUSEI

Pubblicato: 28 settembre 2010 in Trip (non mentali)

Non facciamo i soliti ignorantoni italiani in gita: un po’ di cultura! Eccheccazzo.

Il sesto giorno quindi, dopo il rito della colazione da Starbucks, attraversiamo giusto un paio di block e arriviamo al Museum of Modern Art (per gli amici, fra cui io, il MoMA).

L’edificio visto da fuori è abbastanza anonimo; non dà proprio l’impressione di poter contenere alcune fra le opere più famose (e di valore) al mondo.

Il MoMA è disposto su sei piani, più un giardino interno. Noi partiamo dal terzo, attirati dall’esposizione di architettura e desing. E’ zeppo di oggetti geniali e affascinanti, che non sto a raccontare perché li si possono vedere sul sito del museo, ma fra i quali spiccano una Vespa GS 150 del 1955 e un’auto sportiva rossa del 1946 disegnata da Battitsta “Pinin” Farina: una fichissima Cisitalia 202 GT.

Purtroppo il quarto piano è temporaneamente chiuso, così, clamorosamente, ci perdiamo le opere di Andy Warhol.

Passiamo quindi al quinto piano, dove un urlo in lontananza mi fa pensare che qualcuno sia stato colpito da Sindrome di Stendhal fulminante e si sia buttato nell’androne. In effetti, anche nell’ignoranza più totale della materia, non si possono non conoscere Picasso, Van Gogh, Monet, Modigliani, Kandinsky, De Chirico, Munch, Matisse, e tanti altri che probabilmente reputo meno importanti, ma che sicuramente saranno fondamentali. La cosa pazzesca, poi, è che ci si aspetterebbero misure di sicurezza imponenti. Invece le opere sono lì, guardabili, fotografabili, filmabili, avvicinabili quanto si vuole, senza alcuna protezione.

Terminiamo il giro con qualche piccolo acquisto nello store interno e in quello nel building di fronte, entrambi pieni di oggetti curiosi che costano un occhio.

Nel frattempo si è fatta ora di pranzo, e da buoni newyorkesi decidiamo di mangiare per strada. Io mi sparo un hot-dog con una bella sbrodolata di mostarda talmente piccante che devo restare con la bocca aperta mezz’ora per riprendere fiato, mentre mia moglie si spara una fila di un quarto d’ora al baracchino per comprare un classico chicken over rice, in quantità da sfamare l’intero isolato.

Nel pomeriggio la nostra iniezione di cultura prosegue all’American Museum of Natural History (che non ha acronimi, a meno che non vi sia comodo chiamarlo amnh, con l’h finale aspirata), che sconsiglio vivamente se avete più di dodici anni. In realtà, se si avesse voglia di visitarlo con attenzione, sarebbe sicuramente interessantissimo, dato che copre secoli di Storia di tutto il pianeta ed è immenso; ma per due che vogliono solo farsi una passeggiata di cazzeggio pomeridiano, valgono la pena solo la sala dei mammiferi africani e quella dei fossili, con tutti i suoi bei dinosauroni. Per fortuna il nostro biglietto comprende anche “Journey to the stars”, un’interessante esperienza all’interno del planetario. Per la cronaca, infine, questo è il luogo dove è ambientato “Una notte al museo”, con Ben Stiller (e non so se anche “Una notte al museo 2”, perché non l’ho visto).

La nostra giornata si conclude con hamburger e patatine da urlo al Park Cafe, all’angolo fra la 55th Street e la 7th Avenue (per ora la migliore cena della vacanza) e con immancabile passeggiata attraverso Broadway fino a Times Square che, come al solito, illumina il cielo sopra New York. Finalmente la temperatura è tornata nella media, e il vento fresco fa svolazzare le Star Spangled Banner sparse ovunque, mentre decine di Limousine sfilano avanti e indietro, e chissà chi minchia portano e dove.

Sipario.

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commenti
  1. Roberta ha detto:

    UAUUU il moma…!!!
    Uffi mario stai rendendo le mie giornate lavorative interminabili!!!!
    Voglio andare al moma!!!
    Prima però mi informo, perchè se il 4 piano è chiuso mi incazzo come una bestia!!! Andy deve essere visto, cribbio!!!
    Bacino e buon proseguimento!!
    Ma quanto vi fermate??

  2. Gabriele ha detto:

    eh…eh… roby…
    oggi (28/09/2010) è l’ultimo giorno “intero” qui a ny. domani pomeriggio andiamo in treno a boston, e ci fermiamo 3 notti.

    bye.

  3. Fannie ha detto:

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