NEW YORK CITY – DAY 7 – CONEY ISLAND

Pubblicato: 29 settembre 2010 in Trip (non mentali)

Il settimo giorno, stando alle Sacre Scritture, ci dovremmo riposare.
Invece ce ne andiamo a Brooklyn.
Cominciamo con una sana colazione, ancora allo Starbucks nella Trump Tower, che oggi è tutta visitabile, ed è stupefacente.


Poi prendiamo un bus verso downtown (con una breve fermata in un paio di jeans store che fanno saldi), giù fino a City Hall (anche qui parco con scoiattoli, ancora più audaci!). E da lì prendiamo il passaggio pedonale sul leggendario Ponte di Brooklyn. Percorrerlo a piedi è pazzesco: la vista è memorabile, il vento fresco, e la struttura enorme mette soggezione.
Arrivati a Brooklyn decidiamo di non tornare indietro, ma di vedere zone meno turistiche. Quindi cerchiamo la prima subway station e, con “Subterranean Jungle” dei Ramones negli iPod, ci dirigiamo verso la mitica terra dei Warriors: Coney Island. Il tragitto è lungo (venti fermate), e la linea F, in questa zona, non è proprio il posto dove vorresti avere dei nemici. Ma fila tutto liscio, e vedere i quartieri degradati (il treno corre su una high line) è comunque una esperienza newyorchese che possiamo raccontare di aver fatto.
Arrivare a Coney Island è come trovarsi in un altra città.


Per prima cosa ci fermiamo da Nathan’s, per uno dei suoi celebri hot-dog (davvero da urlo) e poi ci dirigiamo verso il lungo mare.
Qui tutto è marcatamente trash: i negozi, i posti dove mangiare, e soprattutto il luna park, con niente di meno che il world famous Cyclone (una montagna russa in legno scricchiolante) e un “shoot the freak”, dove un tizio grosso e guercio invita i passanti a sparare su un bersaglio “mobile e vivo”!

È tutto proprio come ce lo aspettavamo, e come speravamo che fosse.
La spiaggia è gremita di famiglie di mormoni (media di quattro figli a coppia), e la vista sull’oceano è da film.


Torniamo, e da lì a Manhattan il viaggio è lunghissimo, ma cazzo se ne è valsa la pena.
Quando arriviamo in albergo ci spariamo una doccia e ci schiaffiamo sul letto.
Ma è fatidico, perché ci addormentiamo all’istante, e poi chi ha più voglia di uscire?
Ah, dimenticavo…
Sto scrivendo questo post mentre sono in viaggio in treno da New York a Boston, utilizzando il mio nuovo iPad.
Già, ho ceduto al fascino… Ma provate voi ad andare due volte all’Apple Store di Fifth Avenue e uscire senza aver comprato niente, se ne siete capaci.

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commenti
  1. giusy ha detto:

    grande Gabry… leggere le tue cronache giornaliere mi permette
    di viaggiare… almeno con la fantasia…
    buona continuazione

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