LA DROGA DELLE SERIE TV

Pubblicato: 13 maggio 2011 in Passioni

Ricordo con nostalgia i tempi dei Jefferson, dei Robinson e di Happy Days. I tempi delle serie TV di cui alla fine non ti perdevi mai una puntata, ma per scelta, e non per scimmia.

Per quel che neso, un principio di dipendenza si è cominciato a sentire nei ’90, quando nelle nostre vite irruppero i ragazzi di Friends. Ma certo non era ancora niente. Una cannetta, per dirla in termini di sostanze psicotrope.

La  sudditanza vera e propria è arrivata anni più tardi con Lost. Lost, per la mia generazione, è stata l’eroina.

Negli USA erano già alla seconda stagione quando Lost è stato trasmesso in chiaro per la prima volta in Italia, e già allora si parlava di quarta, quinta, forse sesta serie. E ricordo bene che, dopo i primi due episodi, già consapevole di non poterne più uscire, pensavo fra me di quale impegno mi stavo facendo carico: seguire una serie TV per i successivi sei anni a venire. Più spaventoso di un matrimonio.

Nel frattempo il mondo si è evoluto, e per seguire una serie TV non è più stato necessario chiudersi in casa la sera. Né, soprattutto, aspettare mesi fra una stagione e l’altra mentre i soliti fortunati americani avevano già avuto una dose di quindici o venti episodi in più. Download e file-sharing hanno permesso di vedere le serie quasi in contemporanea mondiale, con la sola scocciatura della lingua originale sottotitolata, poi rivelatasi invece un plus, vista la pessima doppiatura italiana.

Il problema è che la gente ha iniziato a spararsi tre o quattro puntate per volta. Soprattutto verso la fine di ogni serie, quando la dipendenza toccava livelli da overdose.

Nel frattempo l’evoluzione tecnologica, rapidissima, ha diffuso lo streaming, cioè la possibilità di vedere i video online senza nemmeno scaricarli. E il mondo è cambiato: ti guardi la prima puntata di una serie e, se ti piace, puoi praticamente non smettere più.

Ed ecco il nuovo incubo del succube di una serie TV: finire le stagioni disponibili online prima ancora che inizino le riprese delle successive. O peggio, e giuro che non lo auguro al mio peggior nemico, prima ancora di sapere se ci sarà una seconda stagione. Come mi è successo per esempio con The Gates, che dopo tredici episodi che mi sono piaciuti da matti, è stata cancellata. E Dio solo sa il perché.

Oggi alcune serie TV sono pazzesche. Montaggi stile videoclip, effetti speciali e colonne sonore da urlo, ne hanno fatto dei piccoli prodotti da grande schermo, che per i costi che comportano e la possibilità di flop che rischiano, permettono una prima stagione di massimo sei o sette episodi.

E oggi infatti mi ritrovo: in attesa della seconda serie di The Walking Dead, dopo essermi bevuto la prima in pochi giorni; deluso per l’annullamento di The Gates; in piena dipendenza da Misfits, di cui mi resta una dose di soli tre episodi della seconda stagione, dopodiché dovrò aspettare l’autunno. E, per sedarmi, mi sto rivedendo tutte le serie di Scrubs durante la pausa pranzo.

È una vita migliore questa?

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commenti
  1. Imma ha detto:

    Misfits…amazing!

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