COVERIZZARE BAUDELAIRE

Pubblicato: 24 luglio 2011 in Sfoghi Impietosi

Mettiamo che un tizio molto simpatico dica una battuta fortissima. Una di quelle da capottarsi dalle risate. Tanto divertente che chi la sente non riesce a smettere di ridere. Poi, fra quelli che l’hanno sentita, c’é anche uno con il cosiddetto spirito di patata. Uno che non gli riesce una cosa divertente neanche a starci sveglio tutta la notte. Sente la battuta mondiale del tizio simpatico e, appena ne ha l’occasione, la ricicla, godendosi almeno una volta nella vita la magnifica sensazione di aver prodotto delle risate. Di aver fatto ridere altre persone. Come si puó definire un soggetto del genere? Beh, in tanti modi, ma il primo che mi viene in mente è sfigato.
Adesso pensiamo ai cantanti famosi. Artisti con fan in tutto il mondo e milioni di dischi venduti. Gente partita da pub fumosi e insalubri e arrivata a riempire gli stadi. Musicisti che in carriera hanno piazzato decine di singoli nelle classifiche che contano. Poi arriva il gruppetto nato l’altro ieri, che non riesce a partorire un pezzo radiofonico neanche con l’aiuto dei produttori piú cazzuti in circolazione, e allora cosa fa? “Questo é il nostro tributo ai Beatles”; “Ecco il nostro omaggio a David Bowie”; “In onore dei Depeche Mode abbiamo voluto fare la nostra versione del loro pezzo…”
Cazzate!
Fottute cazzate!
La verità è che non riuscite a entrare neanche nella top 200 bulgara, e allora vi giocate il jolly della cover. Prendete una hit di venti o trent’anni fa, magari poco conosciuta alle nuove generazioni, e ne fate una versione attualizzata che, ovviamente, vista la materia prima, non puó non avere successo.
La cosa che mi fa incazzare, peró, è che magari chi sente la cover non sa nemmeno che si tratta di una cover. Che chi sente il pezzo e ne resta colpito, magari ignora che decenni prima quello stesso pezzo è stato in classifica per venti settimane.
E poi diciamolo. Un tributo a un grande lo puó fare solo un grande a sua volta. Altrimenti anch’io posso dire che voglio fare un tributo a Baudelaire e allora riscrivo “I fiori del male” e lo pubblico a mio nome.
Cazzate!
Fottute cazzate!
Io dico che una cover dovrebbe obbligatoriamente contenere nel titolo la precisazione “cover di ……… dei ………”. Cosí sarà poi chi la sente a decidere se andarsi a comprare l’originale o la copia.
Altrimenti dovremo accontentarci di aver in circolazione cazzoni al cui confronto, le one hit band, sono artisti inarrivabili.

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