UNA SANA VOGLIA DI ZOMBIE

Pubblicato: 11 dicembre 2012 in Passioni

E’ innegabile: abbiamo tutti una gran voglia di zombie.
Ah no?
E le decine di film? E il fumetto “The Walking Dead”? E la serie televisiva in programma su Fox? E le centinaia di videogiochi? Provate a digitare “zombie” sull’App Store, poi ne riparliamo.
La prossima estate ne esce un altro, di film sugli zombie: “World War Z”, con protagonista, giuro, Brad Pitt (fra l’altro il film è prodotto dalla sua Plan B Entertainment).
Forse l’espressione artistica meno contagiata dal fenomeno zombie è la letteratura, anche se certo i casi non mancano: emblematico “Orgoglio e Pregiudizio e Zombie” di Seth Grahame-Smith.
Ma il motivo?
Forse perché il mondo occidentale ha raggiunto un benessere tale da non desiderare ulteriori progressi, ma preferisce agognare a una vita in un mondo post-apocalittico, dove sopravvivere è un lusso?
Forse perché un mondo in stile far west, dove girare con la pistola nella cintola e poter sparare a bersagli in movimento, senza il rimorso ambientalista della caccia, in fondo, affascina un po’ tutti?
O forse perché un mondo invaso da zombie risveglia l’istinto di sopravvivenza insito nell’uomo?
Del resto lo zombie classico, quello inventato da George Romero, quello che cammina ondeggiando con passo insicuro, fa paura, certo, ma lascia indiscutibili possibilità di fuga. Sembrerebbe sufficiente un po’ di scaltrezza, un tantino di fiato e, magari, un’arma sempre carica in tasca.
A chi non piacerebbe avere un proprio gruppetto di parenti stretti e amici con cui dover sopravvivere in un’apocalisse di zombie? Girare senza meta, con il solo scopo di campare alla giornata. Vagare alla ricerca di cibo per sfamarsi e un posto dove godersi qualche ora di riposo tranquillo. Sciacallare case e negozi abbandonati in cerca di beni di prima necessità.
Ah, questa sí che sarebbe vita!
A volte, mentre sono spaparanzato sul divano a leggere un libro, o quando sono al supermercato, o quando sono in auto bloccata nel traffico, o ancora su un vagone della metro, mi scopro a pensare, cosa farei se all’improvviso…
L’iportante è che gli zombie non siano come quelli di “The down of the dead” (L’alba dei morti viventi) o quelli di “Io sono leggenda” (anche se poi non sono proprio zombie), che corrono come dei forsennati, perché allora sì che sarebbero cazzi!

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