Scrivere. Come stile di vita.

Pubblicato: 23 marzo 2013 in Passioni

Come puó un taccuino dare ispirazione?
Copertina nera, pagine rigate. Un quadernetto qualsiasi.
Beh, non proprio qualsiasi.
Era il duemilaquattro, o forse il duemilacinque, non ricordo bene, quando Rolling Stone Italia regalava, in allegato alla rivista, un paio di quadernetti Moleskine in edizione speciale.
Prima di allora non ne avevo mai sentito parlare e il marketing di Moleskine non era certo ai livelli attuali. Ma l’oggetto mi ha subito affascinato in maniera pazzesca.
Ho davvero passato anni da grafomane, a riempire riga dopo riga un quadernetto via l’altro. Era diventata la mia forma di scrittura preferita, altro che laptop. Moleskine, penna a sfera e ogni ripiano diventava una scrivania buona per mettersi a scrivere.
A volte la gente mi guardava con sospetto, quasi con sottile disgusto.
‘Cosa fa quello, con un taccuino nero e una penna di plastica? Starà scrivendo le sue memorie? O un testamento? Forse fa i compiti di scuola?’, sembravano pensare.
‘’Cosa ti metti a scrivere in pubblico? Tanto vale che tiri fuori una siringa e inizi a farti in vena’, sembravano voler dire.
Ma io avevo tutte le ragioni per andare avanti.
Mi divertivo, avevo un sacco di idee da buttar giù, mi sentivo figo, mi sentivo al pari di Hemingway o Chatwin. Chi se ne fregava dei Nobel per la letteratura e dei milioni di copie vendute e della gloria immortale! Al cospetto di un Moleskine eravamo tutti uguali.
E cosí producevo racconti a raffica. Prendevo appunti su idee per progetti futuri. Mi segnavo note sulle persone e i luoghi che mi trovavo davanti, con l’intenzione di farne personaggi e ambientazioni dei miei testi.
Insomma, ogni motivo era buono per riempire pagine e pagine. A volte dovevo fermarmi per il male alla mano destra. A volte semplicemente per il gusto di rileggere quello che avevo scritto.
Sta di fatto che il foglio bianco, la pagina vuota tanto temuta da ogni scrittore, a me facevano l’effetto opposto. Ero talmente ansioso di riempirle che le idee mi fioccavano in testa, come non avessi fatto altro per tutta la vita.
Adesso, per esempio, fra le 15.37 e le 16.02 ho giá buttato giù queste tre pagine e, giuro, non riesco a fermarmi.
Ecco. Questo, per me, é il Moleskine.

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