Archivio per la categoria ‘Passioni’

ERO IO IL GIOVANE

Pubblicato: 28 giugno 2011 in Passioni

Per varie ragioni non sono solito pubblicare qui i miei racconti. Ma in questo caso, visto che questo è già pubblicato su un sito internet (o meglio, su un app per iPhone e iPad chiamata Fonzon Fred), lo metto anche qui, e se a qualcuno piace, che lo voti a questo link.

Thanx.

Alle cinque del mattino ciondolavamo verso l’albergo sparpagliati per il viale come estranei. Avevamo esaurito gli argomenti di conversazione e avevamo dentro la sensazione che non ci fosse rimasto niente.
Presi singolarmente, potevamo avere l’aspetto di persone profonde, che hanno capito tutto della vita. Visti nell’insieme, eravamo solo sei cazzoni mezzi sbronzi.
Un rutto ruppe il silenzio, e a pochi passi dall’albergo, senza dire niente, mi staccai dal gruppo e mi diressi verso la spiaggia.
Iniziai a comportarmi come se stessi in un film, come se ci fosse una platea a seguire i miei movimenti. Avevo la testa sgombra da pensieri, mi concentravo su ogni mia singola mossa.
Arrivato a pochi metri dalla riva cercai della sabbia asciutta e mi lascia andare seduto. I gomiti sulle ginocchia e lo sguardo rivolto al mare.
Avrei voluto avere dei pensieri profondi a cui dedicarmi, ma in realtà ero solo una posa, una figura in attesa di essere notata.
La luce aumentava, ma nessuna lampadina si accese nella mia testa.
Con movimenti lenti e misurati mi alzai e mi diressi verso l’albergo.
Una coppia di anziani arrivava verso la spiaggia. Si tenevano per mano.
Feci finta di ignorarli. Mi aspettavo che fossero loro a interessarsi a me. Ero io il giovane.
Quando furono passati mi girai a guardarli. Camminavano con attenzione, come a non voler spostare la sabbia.
Avevano tutta l’aria di aver capito un sacco di cose della vita.

LA DROGA DELLE SERIE TV

Pubblicato: 13 maggio 2011 in Passioni

Ricordo con nostalgia i tempi dei Jefferson, dei Robinson e di Happy Days. I tempi delle serie TV di cui alla fine non ti perdevi mai una puntata, ma per scelta, e non per scimmia.

Per quel che neso, un principio di dipendenza si è cominciato a sentire nei ’90, quando nelle nostre vite irruppero i ragazzi di Friends. Ma certo non era ancora niente. Una cannetta, per dirla in termini di sostanze psicotrope.

La  sudditanza vera e propria è arrivata anni più tardi con Lost. Lost, per la mia generazione, è stata l’eroina.

Negli USA erano già alla seconda stagione quando Lost è stato trasmesso in chiaro per la prima volta in Italia, e già allora si parlava di quarta, quinta, forse sesta serie. E ricordo bene che, dopo i primi due episodi, già consapevole di non poterne più uscire, pensavo fra me di quale impegno mi stavo facendo carico: seguire una serie TV per i successivi sei anni a venire. Più spaventoso di un matrimonio.

Nel frattempo il mondo si è evoluto, e per seguire una serie TV non è più stato necessario chiudersi in casa la sera. Né, soprattutto, aspettare mesi fra una stagione e l’altra mentre i soliti fortunati americani avevano già avuto una dose di quindici o venti episodi in più. Download e file-sharing hanno permesso di vedere le serie quasi in contemporanea mondiale, con la sola scocciatura della lingua originale sottotitolata, poi rivelatasi invece un plus, vista la pessima doppiatura italiana.

Il problema è che la gente ha iniziato a spararsi tre o quattro puntate per volta. Soprattutto verso la fine di ogni serie, quando la dipendenza toccava livelli da overdose.

Nel frattempo l’evoluzione tecnologica, rapidissima, ha diffuso lo streaming, cioè la possibilità di vedere i video online senza nemmeno scaricarli. E il mondo è cambiato: ti guardi la prima puntata di una serie e, se ti piace, puoi praticamente non smettere più.

Ed ecco il nuovo incubo del succube di una serie TV: finire le stagioni disponibili online prima ancora che inizino le riprese delle successive. O peggio, e giuro che non lo auguro al mio peggior nemico, prima ancora di sapere se ci sarà una seconda stagione. Come mi è successo per esempio con The Gates, che dopo tredici episodi che mi sono piaciuti da matti, è stata cancellata. E Dio solo sa il perché.

Oggi alcune serie TV sono pazzesche. Montaggi stile videoclip, effetti speciali e colonne sonore da urlo, ne hanno fatto dei piccoli prodotti da grande schermo, che per i costi che comportano e la possibilità di flop che rischiano, permettono una prima stagione di massimo sei o sette episodi.

E oggi infatti mi ritrovo: in attesa della seconda serie di The Walking Dead, dopo essermi bevuto la prima in pochi giorni; deluso per l’annullamento di The Gates; in piena dipendenza da Misfits, di cui mi resta una dose di soli tre episodi della seconda stagione, dopodiché dovrò aspettare l’autunno. E, per sedarmi, mi sto rivedendo tutte le serie di Scrubs durante la pausa pranzo.

È una vita migliore questa?

MY WEDDING PARTY PLAYLIST – 18/09/2010

Pubblicato: 15 ottobre 2010 in Passioni

Ecco la playlist del mio matrimonio, selezionata direttamente dagli sposi.

Arrivo in villa:

“Wedding March” – Queen

“Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me” – U2

Durante la festa (fra le altre):

“Show Me How To Live” – Audioslave

“Come Together” – Beatles

“Swallowed” – Bush

“Erase/Rewind” – The Cardigans

“God Put A Smile Upon Your Face” – Coldplay

“Lullaby” – The Cure

“Rebel Rebel” – David Bowie

“Personal Jesus” – Depeche Mode

“Do You Want To” – Franz Ferdinand

“Love Hurts” – Incubus

“Grace” – Jeff Buckley

“Lost Souls Forever” – Kasabian

“Leave Out All The Rest” – Linkin Park

“New Born” – Muse

“Supermassive Black Hole” – Muse

“Come As You Are” – Nirvana

“Live Forever” – Oasis

“Every You Every Me” – Placebo

“She Hates Me” – Puddle Of Mudd

“Creep” – Radiohead

“Universally Speaking” – Red Hot Chili Peppers

“Ava Adore” – Smashing Pumpkins

“Black Hole Sun” – Soundgarden

“Farewell To The Fairground” – White Lies

“Blue Orchid” – White Stripes

“Date With The Night” – Yeah Yeah Yeahs

Taglio della torta:

“Walking After You” – Foo Fighters

“Mysterious Ways” – U2

 

 

E’ una serata estiva, neanche caldissima, ma di sicuro non fresca. In casa ci si rigira sul divano, in cerca della posizione migliore, fra le porte e le finestre spalancate per creare un po’ di “corrente”.
Poi a un tratto un refolo d’aria fresca, di cui non si spiega la provenienza. Dura un attimo, ma lo si respira a pieni polmoni, come riemergendo dopo un’apnea durata troppo tempo.
Poi ne arriva un altro, e non è più un istante, ed è seguito da altri, sempre più lunghi, sempre più freschi.
È come risvegliarsi da un torpore, è come uscire all’aperto dopo aver sofferto di claustrofobia. E poi c’è la voglia di godersi quel fresco inatteso.
Di assorbirlo tutto, di accumularlo per quando non ce ne sarà più. E da quel momento si sa che può succedere, e lo si aspetterà sempre, con ansia.
pubblicato qui

FRONT-WOMAN

Pubblicato: 29 aprile 2010 in Passioni

Due parole sui Guano Apes, perché meritano. E sulle front-women, perché fanno sciogliere le band.

Bei tempi, quelli verso la fine degli anni ’90, quando la prerogativa di una grande rock-band sembrava l’avere una leader donna.

I Cardigans avevano Nina Persson, voce e aspetto angelici; gli Skunk Anansie un personaggio dark come Skin; i Garbage la misteriosa Shirley Manson; i Cranberries l’anima tormentata di Dolores O’Riordan e i No Doubt Gwen Stefani, controversa e glamour.

Poi c’erano i Guano Apes, from Germany.

E la loro leader, Sandra Nasic, diversa da tutte le altre. Pazzesca. Semplicemente incredibile. Una voce capace di passare, nello stesso brano, dal cantato nu-metal a soavi modulazioni da brividi (provare a sentire Innocent Greed, in Don’t Give Me Names o Never Born in Proud Like A God, per credere). Un animale da palco, nervosa e accattivante. E con lei tre formidabili musicisti: Henning Rümenapp alla chitarra, Stefan Ude al basso e Dennis Poschwatta alla batteria.

Tre album bellissimi, fra il 1997 e il 2003: Proud Like a God, Don’t Give Me Names e Walking On A Thin Line. Poi, purtroppo, stessa sorte di tutte la altre band con front-woman di cui sopra: lo scioglimento.

Poi, qualche tempo fa, anche per loro, come un po’ tutti i gruppi ex-famosi negli ultimi anni, c’è stata una reunion, dalla quale però non è ancora arrivato un album. Certo, superare la grandezza di quei tre primi lavori sarà improbabile. Ma forse, durante la loro breve carriera, non avevano ancora detto tutto.

Quindi aspetto con ansia.

THE END OF THIS WORLD

Pubblicato: 18 gennaio 2010 in Passioni

Eccheccacchio. Anch’io voglio annunciare la fine del mondo. Lo fanno tutti.

Prima di tutto ci sono i segnali. E’ evidente che il mondo stia andando a puttane, e non spreco fiato a elencare le nefandezze che accadono ogni giorno, dando a Dio, qualsiasi Esso sia, centinaia di buoni motivi per annientare tutto.

Ecco quindi la mia versione di come andranno le cose il Sabato in cui finirà il mondo.

Prima di tutto, senza una sola buona ragione, per un’intera settimana, dalla Domenica al Sabato, non morirà nessuno. Quindi, circa un milione di persone (dato che nel mondo ne muoiono un 150.000 al giorno) saranno contente di aver salvato la pellaccia. Certo non sapranno, come del resto non lo sanno i 200.000 che vedranno la luce ogni giorno di quella settimana, che la loro ora sarà rimandata solo di poco. Pare, comunque, che la fine collettiva, per la logica del mal comune mezzo gaudio, riduca lo stress causato da una morte violenta e prematura.

Arrivati al Sabato sera, quando metà della popolazione mondiale si starà preparando per andare a ballare (l’altra metà, a causa del fuso orario, subirà la fine del mondo 12 ore prima), inizierà la fine.

Adesso non so di preciso come andranno le cose. Ma non penso che ci saranno catastrofi naturali. Secondo me è più probabile che le persone cominceranno a cadere per terra, e non si rialzeranno più. Tipo che uno sta camminando e zzzac, sull’asfalto, stecchito. In effetti quello che prevedo, adesso che ci penso meglio, non è una vera e propria fine del mondo. Ma più una fine del genere umano. Anzi, per la precisione, la fine della cosiddetta civiltà umana. Nel senso che, oltre alle persone, cesseranno di esistere tutte le cose prodotte dall’uomo. Cadranno i palazzi (e non a causa dell’abusivismo edilizio). Si fermeranno le macchine (non per le targhe alterne, né per l’ecopass). Si spegneranno le luci e i pc (sto già stampando su ottone tutti i post del mio blog, così, per i posteri). Non partiranno gli aerei (cioè, anche adesso non partono, ma quel giorno ancora meno). E, infine, non si giocherà nessun anticipo della Serie A.

Il tutto durerà poche ore, in modo che nessuno si illuda di essere sopravvissuto.

E la terra rimarrà popolata solo dalla flora e dalla fauna, che poco a poco si riapproprieranno di tutto, terra e acqua. Riprenderanno la loro evoluzione della specie (senza che nessun Darwin possa scriverci un Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita), e risponderanno tutti a un’unica, sola, suprema autorità. Io. Già, perché, dimenticavo, io mi salverò. Beh, qualcuno dovrà pur tenere in ordine le cose. E sto valutando con attenzione se necessiterò di compagnia femminile.

Ah, dimenticavo. Ho detto che sarà un Sabato, ma non ho specificato la data.

Sabato 23/01/2010.

Ah, cazzo, è questo Sabato.

Chiedo scusa per non aver avvisato per tempo.

THE BEST MUSIC OF 2009 – MY CHART

Pubblicato: 29 dicembre 2009 in Passioni

Perhaps my Top 5 Album of 2009, published last August, was ahead with the times. Or maybe, after I published it, too many goods albums, really goods, came out.

After four months, and when there is no time for new entry, I’m back for some adjustments.

But now five positions are few for me. So my Top 5 was a little upset, and became a Top 7.

Here my new Magnificent 7 albums of 2009.

1) No Line On The Horizon – U2

2) Battle For The Sun – Placebo

3) The Resistance – Muse

4) Cosmic Egg – Wolfmother

5) To Lose My Life – White Lies

6) Journal For Plague Lovers – Manic Street Preachers

7) Octahedron – The Mars Volta